"EROS DELLA MATERIA - Percorsi artistici a confronto"
Adolfo Borgognoni, Giovanni Campus, Marco Gastini, Giorgio Griffa, Herbert Hamak, Luigi Mainolfi, Elio Marchegiani, Nunzio, Giuseppe Spagnulo, Walter Valentini, Renzo Vespignani

Galleria d'Arte 2000 & NOVECENTO
Via Sessi 1/F Reggio Emilia, ITALY
Tel +39 0522 580143 Fax +39 0522 496582 e-mail:


8 febbraio > 12 maggio, 2019
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![]() Allestimento, foto Fabio Fantini |
La Galleria d’Arte 2000 & NOVECENTO di Reggio Emilia (Via Sessi, 1/F) presenta, dall’8 febbraio al 12 maggio 2019, la mostra collettiva “Eros della materia. Percorsi artistici a confronto”, con opere di Marco Gastini, Luigi Mainolfi, Nunzio, Giuseppe Spagnulo e altri autori selezionati.
L’originalità delle forme, il loro potere di esprimere nella realtà le zone misteriose della mente, le emozioni, i simboli, gli archetipi, i miti affascinano enormemente e stimolano in profondità gli artisti, ma richiedono anche nuovi ripensamenti e nuove valutazioni sia tecniche che concettuali, per sganciarsi dal grande potere delle mode e dei media e raggiungere zone vergini dell’immaginario collettivo.
In questi ultimi anni sappiamo che l’arte, e in primis l’estetica, riguardante materia e materiali anche molto distanti tra loro, presenta come segno distintivo il “sentire”, cioè l’ambito della sensibilità, dell’emozionalità. Gli artisti, oltre che estetologi, oggi sono da considerarsi anche degli psicologi, dei teorici del linguaggio plastico o pittorico, in cui il termine eros, o talora sessualità, ha un notevole peso.
Uno scultore legato all’inconscio come Luigi Mainolfi, con il suo occhio creaturale, si sente sempre più legato all’idea di “pelle”: le sue terre o i suoi bronzi sono un racconto fantasioso sulla pelle della materia, nello stesso tempo permeabile e impermeabile, superficiale e profonda, generatrice di desideri. Una materia che oltre che a “sentire” il suo respiro ci induce ad accarezzarla.
Marco Gastini – anche se lavora soprattutto su tela – crea con materiali come legno, vetro, gesso, e ferro delle ibridazioni poetiche nei cui interstizi si annida l’ombra del mistero sulla nascita della vita.
Anche Giuseppe Spagnulo, con i suoi metalli erosi, modellati con mano forte e sapiente, lancia un grido che viene dal corpo della materia, sia essa combusta o lievitante.
Le combustioni di Nunzio, infine, sono forme rituali che chiedono silenzio, per richiamare la sensazione dell’enigma. Il suo non è un fuoco di distruzione, bensì di penetrazione, di assorbimento, quindi rigeneratore e interiore.
In esposizione anche opere di Adolfo Borgognoni, Giovanni Campus, Giorgio Griffa, Herbert Hamak, Elio Marchegiani, Walter Valentini e Renzo Vespignani.
L’originalità delle forme, il loro potere di esprimere nella realtà le zone misteriose della mente, le emozioni, i simboli, gli archetipi, i miti affascinano enormemente e stimolano in profondità gli artisti, ma richiedono anche nuovi ripensamenti e nuove valutazioni sia tecniche che concettuali, per sganciarsi dal grande potere delle mode e dei media e raggiungere zone vergini dell’immaginario collettivo.
In questi ultimi anni sappiamo che l’arte, e in primis l’estetica, riguardante materia e materiali anche molto distanti tra loro, presenta come segno distintivo il “sentire”, cioè l’ambito della sensibilità, dell’emozionalità. Gli artisti, oltre che estetologi, oggi sono da considerarsi anche degli psicologi, dei teorici del linguaggio plastico o pittorico, in cui il termine eros, o talora sessualità, ha un notevole peso.
Uno scultore legato all’inconscio come Luigi Mainolfi, con il suo occhio creaturale, si sente sempre più legato all’idea di “pelle”: le sue terre o i suoi bronzi sono un racconto fantasioso sulla pelle della materia, nello stesso tempo permeabile e impermeabile, superficiale e profonda, generatrice di desideri. Una materia che oltre che a “sentire” il suo respiro ci induce ad accarezzarla.
Marco Gastini – anche se lavora soprattutto su tela – crea con materiali come legno, vetro, gesso, e ferro delle ibridazioni poetiche nei cui interstizi si annida l’ombra del mistero sulla nascita della vita.
Anche Giuseppe Spagnulo, con i suoi metalli erosi, modellati con mano forte e sapiente, lancia un grido che viene dal corpo della materia, sia essa combusta o lievitante.
Le combustioni di Nunzio, infine, sono forme rituali che chiedono silenzio, per richiamare la sensazione dell’enigma. Il suo non è un fuoco di distruzione, bensì di penetrazione, di assorbimento, quindi rigeneratore e interiore.
In esposizione anche opere di Adolfo Borgognoni, Giovanni Campus, Giorgio Griffa, Herbert Hamak, Elio Marchegiani, Walter Valentini e Renzo Vespignani.
![]() Giorgio Griffa |
![]() Marco Gastini |
![]() Elio Marchegiani |
![]() Giovanni Campus |
![]() Luigi Mainolfi |
![]() Nunzio |
![]() Giuseppe Spagnulo |
![]() Walter Valentini |
![]() Renzo Vespignani |
Apertura al pubblico :
venerd' 8 febbraio alle ore 10 . Ingresso libero
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ITALY art press release
Orari :
tutti i giorni con orario 10-12,30 e 16-19,30, aperto anche domenica e festivi. Ingresso libero.
Ufficio Stampa:
CSArt – Comunicazione per l’Arte
Via Emilia Santo Stefano 54 | 42121 Reggio Emilia
Tel. 0522 1715142 |This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it. | www.csart.it
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