"Time, Love and the Workings of Anti-Love II"Lida Abdul

PERSANO GIORGIO
Via Principessa Clotilde, 45, Turin, TO
Tel.+39 011 4378178 - 011 835527 fax +39 011 4303127 e-mail:


03.05 > 27.07, 2018
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![]() Lida Abdul Time, Love and the Workings of Anti-Love II 2013-2017 |
Nell'ambito della prima edizione di Fo.To Fotografi a Torino, che si svolge a partire dal 3 maggio 2018, la Galleria Giorgio Persano è lieta di presentare una grande installazione di Lida Abdul dal titolo Time, Love and the Workings of Anti-Love II .
Nel 2010, durante uno dei suoi numerosi viaggi di ricerca nel suo paese, l’artista afgana ritrova una vecchia macchina fotografia ed una raccolta di centinaia di fotografie per passaporti appartenenti ad un fotografo di strada locale. Le immagini in bianco e nero, martoriate dal tempo, erano state scattate nell’arco di due decenni, durante l’imperversare della guerra.
Da questo recupero nasce Time, Love and the Workings of Anti-Love (2013), esposta per la prima volta alla Fondazione Calouste Gulbenkian di Lisbona (2013) e Parigi (2014), in seguito alla Fondazione Merz di Torino (2015) e alla Biennale di Busan, in Corea del Sud (2016).
Dall’evoluzione dell’opera deriva il nuovo progetto espositivo: Time, Love and the Workings of Anti-Love II (2013-2017). Lida Abdul ha scelto di procedere con l’ingrandimento, in formato A4, di molti degli scatti dei passaporti raccolti, presentando così una carrellata silenziosa di stampe, la cui imperfezione ben incarna la precarietà di un paese.
Cercando di sottrarre all’oblio i volti di uomini, donne e bambini, ed evidenziando come lo strazio dovuto a decenni di conflitto marchi i tratti delle persone, così l’artista presenta il suo lavoro: voglio documentare l’esistenza di questi esseri umani, che si sono trovati faccia a faccia con qualcosa che non avevano strumenti per comprendere. Voglio che gli spettatori di queste fotografie riflettano su ciò che esse nascondono tanto quanto queste immagini svelano.
Alle centinaia di persone smarrite l’artista dedica un ‘canto’, che possiamo leggere sui muri della galleria, parole che descrivono il dramma di un popolo e la fatica e la sofferenza di chi decide di esserne testimone: (…) Dopo essersi sentiti più al sicuro in quel bozzolo buio e sottile che c’è tra voi e la macchina fotografica / Dopo esser stati in balia dei venti del deserto che accecano e bruciano gli occhi per farvi dimenticare / Dopo aver osservato quelle fotografie mai reclamate, domandandosi chi è ancora vivo e chi invece è solo un fantasma / Dopo aver cercato qualcuno che vi fotografasse / E quando i vostri sogni sono popolati da facce sconosciute / Allora è lo stesso, vivere, morire, sognare o amare / E vi raccontate quello che avete visto e immaginato / E quello che resta ancora da provare e da conoscere.
Lida Abdul (Kabul, 1973). Vive e lavora a Los Angeles e Kabul.
Prima artista del suo paese a rappresentare l’Afghanistan alla 51esima edizione della Biennale di Venezia nel 2005, è stata quindi selezionata per partecipare a numerose Biennali e Triennali: São Paulo Biennial 2006; Gwangju Biennial 2006; Moscow Biennial 2007; Sharjah Biennial 2007; Göteborg Biennial 2007; Venice Biennale 2015; Triënnale Brugge 2015; Dhaka Art Summit 2014 - 2016; Busan Biennale 2016. La sua opera è inoltre stata presentata in prestigiosi musei internazionali, tra i quali: Istanbul Modern, Istanbul; Kunsthalle, Vienna; Museum of Modern Art, Arnhem; Miami Central, Miami; ICA Toronto, Toronto; ZKM Karlsruhe, Karlsruhe; Capc, Bordeaux; CAC, Brétigny; Frac Lorraine, Metz; Musée Chagall, Nice; Tate Modern, London; MOMA, New York; Location One, New York; OK Centrum for Contemporary Art, Linz; Western Front Exhibitions, Vancouver; Centre A, Vancouver; Indianapolis Museum of Art, Indianapolis; Royal Academy of Arts, London; The Andy Warhol Museum, Pittsburgh; Zentrum Paul Klee, Berne; Museum on the Seam, Jerusalem; Louis Vuitton Espace, Paris; Palais de Tokyo, Paris; dOCUMENTA (13), Kassel; Fundação Calouste Gulbenkian, Lisbon; CAC, Málaga; Fondation Calouste Gulbenkian, Paris; MART, Rovereto; Total Museum of Contemporary Art, Seoul; CAP Lyon; Fondazione Merz, Torino; Museum of Contemporary Art, Taipei; National Gallery of Art, Warsaw; Solomon R. Guggenheim Museum, New York e GAM, Milano. Ha vinto il Taiwan Award (2005), il Premio Pino Pascali (2005), il Prince Claus Award (2006), l’UNESCO Prize for the Promotion of the Arts (2007). E’ stata inoltre finalista della Prima Edizione del Mario Merz Prize (2015). Il suo lavoro compare in numerose collezioni private e pubbliche, inclusa quella del Frac Lorraine, Metz; della GAM, Torino; della Fondation Louis Vuitton, Paris; del MOMA, New York e del Guggenheim Museum, New York.
Nel 2010, durante uno dei suoi numerosi viaggi di ricerca nel suo paese, l’artista afgana ritrova una vecchia macchina fotografia ed una raccolta di centinaia di fotografie per passaporti appartenenti ad un fotografo di strada locale. Le immagini in bianco e nero, martoriate dal tempo, erano state scattate nell’arco di due decenni, durante l’imperversare della guerra.
Da questo recupero nasce Time, Love and the Workings of Anti-Love (2013), esposta per la prima volta alla Fondazione Calouste Gulbenkian di Lisbona (2013) e Parigi (2014), in seguito alla Fondazione Merz di Torino (2015) e alla Biennale di Busan, in Corea del Sud (2016).
Dall’evoluzione dell’opera deriva il nuovo progetto espositivo: Time, Love and the Workings of Anti-Love II (2013-2017). Lida Abdul ha scelto di procedere con l’ingrandimento, in formato A4, di molti degli scatti dei passaporti raccolti, presentando così una carrellata silenziosa di stampe, la cui imperfezione ben incarna la precarietà di un paese.
Cercando di sottrarre all’oblio i volti di uomini, donne e bambini, ed evidenziando come lo strazio dovuto a decenni di conflitto marchi i tratti delle persone, così l’artista presenta il suo lavoro: voglio documentare l’esistenza di questi esseri umani, che si sono trovati faccia a faccia con qualcosa che non avevano strumenti per comprendere. Voglio che gli spettatori di queste fotografie riflettano su ciò che esse nascondono tanto quanto queste immagini svelano.
Alle centinaia di persone smarrite l’artista dedica un ‘canto’, che possiamo leggere sui muri della galleria, parole che descrivono il dramma di un popolo e la fatica e la sofferenza di chi decide di esserne testimone: (…) Dopo essersi sentiti più al sicuro in quel bozzolo buio e sottile che c’è tra voi e la macchina fotografica / Dopo esser stati in balia dei venti del deserto che accecano e bruciano gli occhi per farvi dimenticare / Dopo aver osservato quelle fotografie mai reclamate, domandandosi chi è ancora vivo e chi invece è solo un fantasma / Dopo aver cercato qualcuno che vi fotografasse / E quando i vostri sogni sono popolati da facce sconosciute / Allora è lo stesso, vivere, morire, sognare o amare / E vi raccontate quello che avete visto e immaginato / E quello che resta ancora da provare e da conoscere.
Lida Abdul (Kabul, 1973). Vive e lavora a Los Angeles e Kabul.
Prima artista del suo paese a rappresentare l’Afghanistan alla 51esima edizione della Biennale di Venezia nel 2005, è stata quindi selezionata per partecipare a numerose Biennali e Triennali: São Paulo Biennial 2006; Gwangju Biennial 2006; Moscow Biennial 2007; Sharjah Biennial 2007; Göteborg Biennial 2007; Venice Biennale 2015; Triënnale Brugge 2015; Dhaka Art Summit 2014 - 2016; Busan Biennale 2016. La sua opera è inoltre stata presentata in prestigiosi musei internazionali, tra i quali: Istanbul Modern, Istanbul; Kunsthalle, Vienna; Museum of Modern Art, Arnhem; Miami Central, Miami; ICA Toronto, Toronto; ZKM Karlsruhe, Karlsruhe; Capc, Bordeaux; CAC, Brétigny; Frac Lorraine, Metz; Musée Chagall, Nice; Tate Modern, London; MOMA, New York; Location One, New York; OK Centrum for Contemporary Art, Linz; Western Front Exhibitions, Vancouver; Centre A, Vancouver; Indianapolis Museum of Art, Indianapolis; Royal Academy of Arts, London; The Andy Warhol Museum, Pittsburgh; Zentrum Paul Klee, Berne; Museum on the Seam, Jerusalem; Louis Vuitton Espace, Paris; Palais de Tokyo, Paris; dOCUMENTA (13), Kassel; Fundação Calouste Gulbenkian, Lisbon; CAC, Málaga; Fondation Calouste Gulbenkian, Paris; MART, Rovereto; Total Museum of Contemporary Art, Seoul; CAP Lyon; Fondazione Merz, Torino; Museum of Contemporary Art, Taipei; National Gallery of Art, Warsaw; Solomon R. Guggenheim Museum, New York e GAM, Milano. Ha vinto il Taiwan Award (2005), il Premio Pino Pascali (2005), il Prince Claus Award (2006), l’UNESCO Prize for the Promotion of the Arts (2007). E’ stata inoltre finalista della Prima Edizione del Mario Merz Prize (2015). Il suo lavoro compare in numerose collezioni private e pubbliche, inclusa quella del Frac Lorraine, Metz; della GAM, Torino; della Fondation Louis Vuitton, Paris; del MOMA, New York e del Guggenheim Museum, New York.

Opening:
03.05.2018, ore 17