
Casabianca
Zola Predosa, via Pepoli 12
info 347 2627442
Casabianca: domenica 29 settembre a partire dalle ore 11.00 AM si apre la prima mostra della nuova stagione espositiva. Contribuiscono alla sua realizzazione Aurelio Andrighetto, Gino Gianuizzi, Elio Grazioli, Gian Paolo Guerini, Horatio Goni, Nazzareno Guglielmi, Anteo Radovan, Riccardo Sinigaglia, Antonio Tola.
Antonio T. ospita Casabianca. Anteo R. invita Gino G. a curare la mostra di apertura. Gino G. si assume la responsabilità del progetto, che prende avvio dalla considerazione che le mostre di Casabianca siano dei momenti di condivisione e di socialità, una situazione collettiva molto lontana dal formalismo dell'opening in galleria.
Aurelio A., Gian Paolo G., Horatio G. e Nazzareno G. sono stati invitati seguendo un istinto 'viscerale' che prescinde da motivazioni razionali e letture critiche.
La domenica a Casabianca come happening (termine desueto) che attraversa l'intera giornata fino a sera.
Negli scambi in preparazione della mostra si sono rivelate coincidenze e incontri.
Aurelio A. collabora con Riccardo S. e con Elio G. mentre sia Aurelio A. che Horatio G. - una formidabile coincidenza! pochi secondi dopo aver letto il tuo messaggio, alla fermata del 14, incrocio Horatio che non vedevo da anni - apportano due aneddoti inediti su Duchamp.
Attraversano i lavori e il fare degli artisti e si riversano nel progetto il ruolo svolto dal caso nell'opera e nella vita; il rapporto tra l'immagine e la parola detta e scritta, l'interesse per il suono e la musica, l'idea di lavorare insieme, lo sfondo sociale, il rapporto con la storia, etc.
Portare l'attenzione sul rischio, sull'azzardo di chi si assume la responsabilità e quindi, appunto, anche il rischio, cosa di cui forse avremmo bisogno in questo momento.
Titoli possibili Rischiare / Azzardare / Azzardi o qualcosa del genere...
Note sui lavori in mostra
Aurelio Andrighetto con Riccardo Sinigaglia
homepage (suonata da Riccardo e poi liberamente dai presenti)
L’effetto grafico causato da un ritardo nella trasmissione digitale che frammenta l’immagine, una porzione indecifrabile di QR-code, il pulsare intermittente della luce in un codice senza chiave interpretativa, una interferenza di suoni: homepage è una collisione di codici e linguaggi che si spezzano e frantumano e che il gesto ricompone ogni volta in modo diverso per dar forma a un’opera che è insieme musicale, grafica e testuale.
Homepage è al tempo stesso uno strumento musicale e un peritesto, la soglia tra ciò che nella scrittura è testuale e ciò che non lo è. Nel caso di un libro: la copertina, il titolo, l’indice, le illustrazioni, il formato, l’impaginazione grafica che organizza nello spazio l’andamento ritmico del testo; nel caso di homepage questo andamento è determinato da un’impaginazione che è al tempo stesso grafica e musicale. La ricerca di un accordo o di una dissonanza sostituisce la logica con la quale si passa da un contenuto all’altro. Questa ricerca è coordinata al movimento dello sguardo e a quello del gesto attraverso il quale si esplora la pagina web progettata per tablet multi-touch. È il dinamismo delle forme di attrazione e dei processi di attenzione. Questo dinamismo, che deriva dalla forza tensiva e dinamica delle configurazioni percettive, in questo caso ritmiche e melodiche, guida la lettura del testo sulla superficie del peritesto. Nonostante l’apparenza, homepage non è una struttura ipertestuale, ciò che la caratterizza non è la mancanza di linearità nel passaggio da un contenuto all’altro ma l’ordine imposto dal dinamismo delle configurazioni.
Aurelio Andrighetto con Elio Grazioli
Agnetti VS Beuys (5 immagini 30x20 cm ognuna)
A partire da un’immagine fotografica nata in circostanze del tutto particolari, che ha dato come risultato una superficie scura con pochi segni come grafi, che l’autore Aurelio Andrighetto ha interpretato come una sorta di punteggiatura senza o prima delle parole, Elio Grazioli ha sviluppato un percorso testuale che, senza colmarlo, inscena il rapporto possibile tra immagine e testo e la loro inesorabile verità. Sulla stessa immagine, diventata per l’occasione elettronica, Grazioli ha scritto cercando che il testo fosse integrato nell’immagine e l’insieme rimanesse immagine, testo compreso, in una maniera misteriosa, che solo l’occhio capisce. Non senza che un discorso fili lungo la sequenza, sotto e attraverso di essa, non diretto ma, appunto, fatto dello strano rapporto.
Aurelio Andrighetto con Horatio Goni
Per la tua idea di assegnare a questa mostra la dimensione dell'incontro e dello scambio partecipato, utile anche per una riflessione critica del sociale, ci piacerebbe, se ci riuscirà, mettere insieme i due aneddoti ancora inediti su Duchamp (uno l'ha raccolto da Carla Pellegrini, anzi suo figlio Nicola, l'altro sta tentando di recuperarlo Horatio in Argentina), non sappiamo ancora in che forma, magari anche solo come testimonianza o documento, per portare l'attenzione sul rischio, sull'azzardo di chi si assume la responsabilità e quindi, appunto, anche il rischio, cosa di cui forse avremmo bisogno in questo momento.
Horatio Goni
L'immagine è immaginabile, assume dunque una dimensione astratta, proiezione del pensiero: l'idea.
L'immagine come luogo/spazio mentale e come spazio fisico occupato.
L'immagine come realtà di percezione visiva plasmabile, riproducibile su un piano, spazio fisico limitato: la superficie.
Il quadro immagine unica che occupa il suo proprio luogo: la tela.
Serie di immagini fisse racchiuse in un'unica immagine e un tempo: il film.
Il cinema come serie di immagini che convergono nello stesso luogo: lo schermo.
Entrambi occupano uno spazio fisico analogo (tela/schermo) rettangolare, bidimensionale.
Horatio Goni Rinaldini, novembre 2005
Gian Paolo Guerini
1h44'59''
I protagonisti del film 1h44'59'' sono Anna Maria e Pier Maria. Camuffati nelle loro iniziali, si protendono cercando la loro identità, sebbene facciano di tutto per non trovarla. Le introspezioni singhiozzano: disegnare un cerchio coi discorsi quando si vive immersi in un triangolo, permette alla geometria di soggiacere alla temperatura perfetta. Eppure, come filtrati da un prisma, questi due personaggi brillano come neve al sole. Quando A. M. s’aggrappa a kρόνος, P. M. sfodera il suo αἰών per cercare di appurare per l’ennesima volta che il tempo esiste solo come esperienza del suo errore. Lasciarsi comprendere dal tempo, invece di lasciarsi prendere, pare l’unico modo per evitare intenzioni.
Nazzareno Guglielmi
Atlantide – Il Tempo dentro
Questo lavoro è costituito da 35 + 1 collage che rappresentano tutte le isole che io nel corso dei miei viaggi ho visitato più Atlantide, l'isola misteriosa rappresentata in modo diverso.
L'idea di questo lavoro è quella di rappresentare tutte le "mie" isole con il mare diventato fiume che scorre dentro e l'isola "uomo" - Atlantide - attraversata anche essa da un tempo che sovrasta il tutto.
Tavola Pitagorica
Questo lavoro è costituito da una serie di cubi di legno, ciascuno di spigolo 6 cm e su ogni faccia c'è inciso a caldo un numero e tutti e quattro i numeri costituiscono una data.
Tavola pitagorica si presenta come una serie di numeri apparentemente casuale e senza senso; in realtà queste date ripercorrono la mia vita come una sorta di autoritratto numerico.
Note biografiche
Aurelio Andrighetto
Attraversa diversi ambiti disciplinari: cura l'esposizione di un’opera inedita di Marcel Duchamp; pubblica uno studio su un fotomontaggio inedito di Medardo Rosso; pubblica una guida al santuario appenninico della dea glaucopide; sviluppa una teoria sul montaggio e la percezione dello spessore, richiamata da Paola Mola nella sezione da lei curata della mostra berlinese Raum. Orte der kunst; esplora la complessità del vedere in rapporto al modo con il quale le tecniche di produzione e percezione visiva scambiano tra loro e con quelle di scrittura e lettura pubblicando interventi d’artista, brevi saggi, narrazioni e articoli in riviste (Arca, Ipso Facto, Nuova Prosa, Riga, Il Verri) e volumi pubblicati da Apeiron, Bacacay, Contemporanei, Graphos, Mondadori, Scalpendi; presenta al XVII Festival Internazionale del Giallo e del Mistero la sua teoria sulla curva di accelerazione della luce e al secondo convegno sull’arte contemporanea organizzato dalla galleria Continua di San Gimignano alcuni dispositivi visivi per aprire l’occhio ciclopico; al XXX International Theatre Festival di Santarcangelo inizia un gruppo di persone ai misteri acustici della sfera senza requie; alla galleria Neon di Bologna accosta tra loro due fotografie di Constantin Brancusi per mostrare la vertigine del vedere quando scultura e fotografia scambiano tra loro; lavori e ricerche sul vedere attraverso lo scambio tra fotografia, video, scultura e scrittura sono state presentate presso altre gallerie, fondazioni e musei.
Riccardo Sinigaglia
Nato nel 1953, Riccardo Sinigaglia è sia architetto che musicista. Insegna Composizione Musicale Elettronica al Conservatorio di Milano dove ha studiato negli anni settanta con Angelo Paccagnini. Ha sempre lavorato nel contesto della musica elettronica e concreta, un tempo con strumenti come il Moog, il Synth, con le tipiche tecniche del taglio del nastro, ora naturalmente si serve di un sistema basato su computer e strumenti midi, campionatori e sintetizzatori. Sinigaglia appartiene alla prima generazione di compositori che hanno iniziato il lavoro elettroacustico a Milano con la prima cattedra creata da Angelo Paccagnini. Per lo sviluppo di questa ricerca è stata molto importante l'esperienza dello Studio di Fonologia Musicale, in quegli anni la punta più avanzata della sperimentazione elettroacustica, dove Sinigaglia ha studiato. Ha studiato anche al Centro CNUCE (Centro Nazionale Universitario per il Calcolo Elettronico) con Pietro Grossi, che per primo in Italia ha lavorato sul suono con un computer IBM 7090 offerto all'Università di Pisa. Attualmente è interessato anche all'interazione tra tecnologie diverse comprese quelle integrate nei sistemi per tablet e smartphone. Nel 1985 ha fondato con Mario Canali il gruppo Correnti Magnetiche. I lavori di Correnti Magnetiche hanno vinto molti premi a competizioni e dimostrazioni internazionali di Computer Art in Austria, Giappone, Stati Uniti, Italia, Ungheria e Svizzera, e sono stati trasmessi da televisioni e radio in tutto il mondo. Sempre negli anni Ottanta, con Walter Maioli e Gabin Dabiré, ha fondato il gruppo Futuro Antico (ha un forte interesse anche per l’etnomusicologia, i cui elementi vengono rivisitati ed utilizzati nel suo linguaggio musicale caratterizzato dall'uso di modi, mesotoni, scale pitagoriche e poliritmiche complesse). Dal 1986 lavora con Doubling Riders, un gruppo musicale con Francesco Paladino e Pierluigi Andreoni. Partecipa anche a progetti di world music con il cantante libico Ahmed Fakrun e lavora con Pietro Pirelli e il suo Ensamble de la Roue, con Corrado Colliard (Tbn.), Mauro Gino (perc.) e Maurizio Barbetti (Vla.).
Elio Grazioli
Elio Grazioli è un critico d'arte contemporanea e di fotografia. Dal 1981 al 1989 è redattore della rivista d'arte contemporanea Flash Art (pubblicata da Giancarlo Politi editore di Milano). A partire dal 1982 comincia a collaborare e poi a curare esposizioni e cataloghi d'arte contemporanea. Dal 1998 al 2001 è direttore della rivista d'arte contemporanea "Ipso Facto" (pubblicata da Radici Nylon). Dal 1990 al 2008 insegna Storia dell’arte contemporanea all’Istituto Europeo di Milano. Insegna Storia dell’arte contemporanea e Teoria e storia della fotografia all’Università di Bergamo e Storia dell’arte contemporanea all’Accademia di Belle Arti di Bergamo. Nel 2004 fonda insieme ad Aurelio Andrighetto, Dario Bellini e Gianluca Codeghini Warburghiana. Dal 1996 al 1999 collabora nella curatela di quattro edizioni delle esposizioni e convegno Il punto e nel 2004 cura con Hou Hanrou l'ottava edizione di Arte all'Arte promossi dalla Galleria Continua di San Gimignano. Dal 2007 cura il festival Fotografia Europea Reggio Emilia. Dirige con Marco Belpoliti il semestrale monografico Riga per il quale ha curato i volumi su Marcel Duchamp (n. 5, 1993), Italia (n. 8, 1995), Alberto Giacometti (n. 11, 1996), Pablo Picasso (n. 12, 1996), Italia 2 (n. 17, 2000), Alberto Arbasino (n. 18, 2001), Constanti Brancusi (n. 19, 2001), Francis Picabia (n. 22, 2003), Kurt Schwitters (n. 29, 2009). Ha pubblicato Corpo e figura umana nella fotografia, Bruno Mondadori (Milano 1998); Arte e pubblicità, Bruno Mondadori (Milano 2001); Piero Manzoni, Bollati Boringhieri (Torino 2007); Il collezionismo o il mondo come voluttà e simulazione, Studio Permanente/a+mbookstore (Milano); La collezione come forma d'arte, Johan & Levi (Milano).
Ha curato i volumi di Rosalind Krauss per gli editori Bruno Mondadori (Milano) e Fazi (Roma). Ha curato per la Zanichelli Arte dal 1900 di B. Buchloh, Y-A. Bois, H. Foster e R. Krauss. Dal 2010 collabora con la rivista Doppiozero.
Horatio Goni
Sono nato a Buenos Aires vivo e lavoro a Milano dal 1981. Ho vissuto a Londra per un lungo periodo di anni dove ho sviluppato un lavoro di cinema sperimentale e video esposto in gallerie,e all'I.C.A. (Institute of Contemporary Arts) e alla London Film Makers Coop, lavoro che ebbe continuità al mio arrivo a Milano e che continuo tuttora a sviluppare insieme a opere dipinte. Ho fatto studi di disegno e pittura sia a Buenos Aires che a Londra. Indago aspetti visivi con azioni "live"eseguiti da attori o performers.
Ho inaugurato a Milano una mostra personale di dipinti dal titolo "Imago" alla galleria The White Gallery, con un'idea di "travelling /sequenza". Ho esposto a Espace Cardin Parigi, Galleria Neon Bologna, Museo di Storia Naturale (Milano), Galleria Carles Poy Barcellona. Nel 1984 ho aperto in via Morigi 8, a Milano, la galleria d'arte contemporanea FacSimile, dove ho esposto e collaborato con artisti italiani ed internazionali e designers d'avanguardia. Continuo con nuove idee e progetti sia strettamente personali che in sintonia con altri artisti e curatori.
Gian Paolo Guerini
E' nato toro verso la metà del XX secolo in una piccola città equidistante da Milano, Bergamo, Brescia, Cremona, Pavia. Ha studiato dai Gesuiti coltivando una avversione totale verso il dogmatismo, prediligendo incondizionatamente la “via negativa”. Non ha voluto laurearsi in teologia con una tesi su Þe Clowde of Vnknowyng. È docente di letteratura trascendentale presso l'Università dell'Oblio nella terra desolata, dove tiene regolar-mente corsi per liberare la scrittura dalla cultura. Attende paziente che le cose che devono accadere accadano.
Nazzareno Guglielmi
Sono nato a Cantia, un piccolo paese nell’entroterra della provincia di Ancona.
Da piccolo non avevo il televisore e la TV dei ragazzi andavo a vederla alla Sezione del paese.
Da lì sono partito per l’Università e per girare il mondo.
Questi sono i paesi che ho visitato: Albania, Austria, Belgio, Cina, Cecoslovacchia, Canada, Danimarca, Egitto, Finlandia, Francia, Grecia, Germania, Giordania, India, Indonesia, Inghilterra, Irlanda, Islanda, Israele, Marocco, Monte Athos, Norvegia, Olanda, Polonia, Russia, Serbia, Spagna, Svezia, Svizzera, Tailandia, Turchia, Ungheria, U.S.A.
Ora vivo a Milano alternando brevi periodi in Toscana e quando torno a Cantia dove il tempo si è fermato, sogno.
Ho sempre sognato e continuo a farlo.

