"Il peso del colore, le grammature degli anni ‘70"
tel. 0522 580605, cell. 338 3731881 e-mail:This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.
Elio Marchegiani
Galleria De' Bonis
Viale dei Mille, 44/B, Reggio Emilia, Italytel. 0522 580605, cell. 338 3731881 e-mail:
7 > 29 aprile, 2017
![]() Grammature di colore, 1979, pigmenti su intonaco, cm. 68x67 |
![]() Grammature di colore, 1979, pigmenti su intonaco, cm. 64,5x54,5 |
![]() Elio Marchegiani, Grammature di colore, 1976, pigmenti su intonaco, cm. 91x66 |
Conoscenza dell’arte, metodo scientifico, studio dei materiali e visione del fare artistico trasversale a diverse discipline compongono l’universo pittorico di Elio Marchegiani in mostra, dal 7 al 29 aprile 2017, alla Galleria de’ Bonis di Reggio Emilia (Viale dei Mille, 44/B).
L’esposizione si concentra sulle “Grammature di colore”, fortunato ciclo pittorico degli anni ‘70. In questa serie, Elio Marchegiani, da sempre interessato al dialogo fra scienza e arte, si propone con successo di indagare il peso fisico del colore. Le opere consistono, dunque, in strisce di pigmenti disposte su vari supporti: intonaco, lavagna e addirittura rame. Per ognuna di esse, l’artista individua il peso esatto del colore impiegato.
Da un processo artistico affrontato con un approccio scientifico e filosofico – il “peso del colore” non potrebbe essere interpretato anche come una profonda metafora del senso della pittura? – nascono opere estremamente armoniose ed equilibrate, governate da una geometria che non è mai rigida, ma sempre leggera e impalpabile come i pigmenti di cui è fatta.
Il percorso della mostra comprende opere scelte su intonaco, lavagna, rame ed anche oro zecchino 24 Kt. Di particolare rilevanza, una delle primissime grammature su lavagna del 1973 e due rari lavori su intonaco con cornice bianca.
Docente di “Tecnologia dei materiali e ricerche di laboratorio” e poi di “Pittura” all’Accademia di Belle Arti di Urbino, Marcheggiani è stato invitato a tre edizioni della Biennale di Venezia. Il suo mercato gode, in questo momento, di una grande vivacità e le sue opere – le “Grammature in particolare” – sono sempre più richieste.
Elio Marchegiani (Siracusa, 1929) inizia a dipingere e ad organizzare eventi culturali in Sicilia, per poi iniziare a viaggiare e a lavorare a Parigi, Milano, Roma, Bologna. Mario Nigro e Gianni Bertini sono i primi artisti che stimolano veramente la sua fame di ricerca e sperimentazione ma sarà affascinato e influenzato molto anche dall’esempio e dalla frequentazione di Giacomo Balla, Marcel Duchamp e Lucio Fontana. Buona parte del suo lavoro si basa sul rapporto fra scienza e arte, con un approccio a quest’ultima decisamente multidisciplinare. Insegna all’Accademia di Belle Arti di Urbino e, nel 1968, è invitato alla Biennale di Venezia, partecipazione che verrà replicata anche nel 1972 e nel 1986. Nel corso della sua carriera realizza diverse opere e installazioni pubbliche (Parigi, New York, San Francisco). Sue opere sono presenti in importanti collezioni pubbliche e private in Italia e all’Estero.
L’esposizione si concentra sulle “Grammature di colore”, fortunato ciclo pittorico degli anni ‘70. In questa serie, Elio Marchegiani, da sempre interessato al dialogo fra scienza e arte, si propone con successo di indagare il peso fisico del colore. Le opere consistono, dunque, in strisce di pigmenti disposte su vari supporti: intonaco, lavagna e addirittura rame. Per ognuna di esse, l’artista individua il peso esatto del colore impiegato.
Da un processo artistico affrontato con un approccio scientifico e filosofico – il “peso del colore” non potrebbe essere interpretato anche come una profonda metafora del senso della pittura? – nascono opere estremamente armoniose ed equilibrate, governate da una geometria che non è mai rigida, ma sempre leggera e impalpabile come i pigmenti di cui è fatta.
Il percorso della mostra comprende opere scelte su intonaco, lavagna, rame ed anche oro zecchino 24 Kt. Di particolare rilevanza, una delle primissime grammature su lavagna del 1973 e due rari lavori su intonaco con cornice bianca.
Docente di “Tecnologia dei materiali e ricerche di laboratorio” e poi di “Pittura” all’Accademia di Belle Arti di Urbino, Marcheggiani è stato invitato a tre edizioni della Biennale di Venezia. Il suo mercato gode, in questo momento, di una grande vivacità e le sue opere – le “Grammature in particolare” – sono sempre più richieste.
Elio Marchegiani (Siracusa, 1929) inizia a dipingere e ad organizzare eventi culturali in Sicilia, per poi iniziare a viaggiare e a lavorare a Parigi, Milano, Roma, Bologna. Mario Nigro e Gianni Bertini sono i primi artisti che stimolano veramente la sua fame di ricerca e sperimentazione ma sarà affascinato e influenzato molto anche dall’esempio e dalla frequentazione di Giacomo Balla, Marcel Duchamp e Lucio Fontana. Buona parte del suo lavoro si basa sul rapporto fra scienza e arte, con un approccio a quest’ultima decisamente multidisciplinare. Insegna all’Accademia di Belle Arti di Urbino e, nel 1968, è invitato alla Biennale di Venezia, partecipazione che verrà replicata anche nel 1972 e nel 1986. Nel corso della sua carriera realizza diverse opere e installazioni pubbliche (Parigi, New York, San Francisco). Sue opere sono presenti in importanti collezioni pubbliche e private in Italia e all’Estero.

Apertura al pubblico:
7 aprile ore 10:00
mpefm
ITALY art press release
Orari :
da martedì a sabato con orario 10.00-13.00 e 16.00-19.00, giovedì ore 10.00-13.00, chiuso 25 aprile.
Ingresso libero
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