logo
mpem is a independent and free platform for contemporary art's collectors, galleries, fairs,press offices, art consultant, museums, artists, curators
LEICA GALERIE, Bologna - Renato D'Agostin, Vittoria Gerardi : CONFINE AMERICA - 11 Gennaio > 11 Febbraio, 2018 @LeicaCameraIT @mc2gallery
"CONFINE AMERICA"

Renato D'Agostin, Vittoria Gerardi

a cura di Claudio Composti
presentato dalla galleria :
mc2gallery

Via Malaga 4 20143 Milano citofono 72, Milan Italy
tel/fax +39 02 87280910 e-mail: This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.

LEICA GALERIE

Strada Maggiore 8 40125, Bologna
+39 051 232118 e-mail: This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.

11 Gennaio > 11 Febbraio, 2018

Renato D'Agostin, Vittoria Gerardi
Una serata all’insegna della fotografia all’interno del Leica Store Bologna con la partecipazione dei fotografi scelti dal Photolux Festival in collaborazione con mc2gallery Milano.
Durante la serata avrete modo di ascoltare il racconto del progetto e di osservare le immagini all’interno della galleria appositamente allestita in store.
CONFINE AMERICA, a cura di Claudio Composti è la doppia personale di Renato D’Agostin (classe 1983) e Vittoria Gerardi (classe 1996). Due progetti diversi, ma uniti dalla riflessione su ciò che ancora oggi rappresenta il mito America come confine, mentale, culturale, politico, con i cliché e le mitologie di un paesaggio e un Paese splendido e contraddittorio, oggi più che mai. Progetti nati da un viaggio nell’estate del 2015 di Renato D’Agostin, da Est a Ovest, in sella ad una BMW del 1983 per 7.439 miglia (11.972 km), attraversando città e natura. Vittoria Gerardi ha condiviso la tratta dal Texas alla California, scattando nella Death Valley quello che poi sarebbe diventato il progetto dal titolo Confine. Nascono così i due progetti fotografici qui in mostra; da un lato le stampe di D’Agostin, narrative del viaggio e caratterizzate da un forte bianco e nero e dall’altro lato quelle di Vittoria Gerardi, con un taglio visivo concettuale. Due linguaggi diversi, ma accomunati dall’esperienza del viaggio attraverso paesaggio e cultura di un Paese così diversificato come gli Stati Uniti.
D’Agostin ci presenta una reinterpretazione del tradizionale “coast to coast”, portandoci in una visione contemporanea degli Stati Uniti, nei canoni che sono diventati negli anni i tratti fondamentali della sua fotografia. Dalle imponenti cascate del Niagara, attraverso Detroit, arrivando alle infinite distese del Kentucky, le Great Smoky Mountains, attraversando settimane d’uragani, cogliendo una macchina che in solitario guida verso l’ultimo raggio di luce in Alabama, arrivando fino a New Orleans. Dal profondo Sud verso Ovest, tra il Mississippi e poi attraverso l’enorme Texas. White Sands, nella loro purezza di bianche dune assistendo al lancio di un razzo nello spazio. Il Grand Canyon e le proporzioni infinite e ancestrali di una natura così incontaminata, tra gli infiniti strati della storia evolutiva della Terra. E poi l’iconica Monument Valley, Bryce Canyon, arrivando ad Agosto nel caldo soffocante della Death Valley.
E’ proprio la Death Valley che con le sue condizioni climatiche estreme, spinge Vittoria Gerardi a sviluppare il progetto Confine. Un progetto sul confine inteso come limite: fisico e mentale. La Death Valley, a est nel deserto californiano è la più bassa, secca e calda area del Nord America. Massicci montuosi e distese di terreno ricoperte di sale che si alternano in 139 miglia di estensione, uno scenario alieno, dove nessuna creatura umana, animale o naturale può sopravvivere. Nella serie Confine, Vittoria ci mostra la sua percezione di un paesaggio alieno e alienante come il deserto, che diventa esperienza soprattutto spirituale. La luce accecante e quindi l’incapacità di vedere è resa dall’artista selezionando parti di negativo, estraendone frammenti e creando maschere in camera oscura, per farli diventare linee simboliche, quasi cicatrici di luce, che sembrano squarciare le carte argentate come graffi su lamiera, in bilico tra l’inconsistenza e la materia. Le stesse cicatrici che l’aridità del deserto lascia nella memoria di chi attraversa il CONFINE, AMERICA. Da qui il titolo della mostra, che unisce i due progetti in un’unica visione narrativa di tutte le contraddizioni che gli Stati Uniti sono capaci ancora di mostrare. Con tutta la violenza sottesa che la caratterizza: sociale, culturale, politica, della Natura stessa.
In mostra sarà presentato un video con alcuni passaggi del viaggio e un documentario sul lavoro in camera oscura di Vittoria Gerardi. In accompagnamento al video, una musica (incisa in un vinile dell’edizione speciale del libro 7439) in cui Lorenzo Mason reinterpreta l’iconica canzone americana “Born To Be Wild”, rallentando elettronicamente le note e facendole diventare un suono ricorrente, sulle quali è registrata la voce di D’Agostin che recita le lettere e i numeri delle stazioni radio degli stati attraversati, accompagnando con un suono quasi psichedelico l’esperienza visuale del viaggio.
Sabato 3 febbraio in occasione della White City Art Night 2018, i due artisti saranno presenti per un book-signing dei libri “7439” di Renato D’Agostin e “Confine” di Vittoria Gerardi.

Renato
D'Agostin
Opening con Photolux talk : Giovedì 11 Gennaio 2018
dalle ore 19.30-21.30