"CAMPARE SODO"
Santolo De Luca
A cura di Alice Rubbini
Galleria Seno
Via Ciovasso, 19 - Milano

Tel.+39 02 89059492 mail:


19 gennaio > 19 febbraio, 2018
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Il 18 gennaio 2018 inaugura presso la Galleria Seno a Milano, una mostra personale di Santolo De Luca con un’inedita installazione di opere pittoriche dal titolo sintomatico del nostro tempo: “CAMPARE SODO”.
Incisiva definizione che diventa dichiarazione, in cui, mentre cogliamo un’indubbia assonanza tra le parole del noto marchio “Campari Soda”, (storico aperitivo di per sé stesso simbolo di arte e creatività), un attimo dopo ci ritroviamo a fluttuare col pensiero, scivolando dalla leggerezza di un happy hour alla durezza del vivere contemporaneo, dall’agire vacuo dell’uomo, al “passare al sodo” dell’artista.
Santolo De Luca, in questo caso, cambiando semplicemente due vocali, ci mette di fronte ad altre due parole: “Campare Sodo”, con un nuovo significato e in tutt’altra prospettiva, parole non scritte ma dipinte tra la loro stessa punteggiatura, bagnate di gocce rosso Campari, di rosso vita o rosso vitale come sangue, o meglio ancora, di rosso Campare.
Il tutto sofisticamente tradotto da una pittura assoluta, che si “minimalizza” nell’unica dimensione visiva consentita allo scrivere e alla sua punteggiatura: quella lineare, dove le gocce, disposte in fila l’una dopo l’altra, qui diventano “gocciolinee”.
La sottile e penetrante ironia che lo contraddistingue, la formale attenzione per i dettagli, l’esclusivo creare volume e tridimensionalità, la luce intensa ed il cromatismo deciso, continuano ad essere parte forte ed imprescindibile del suo stile.
L’artista non si smentisce e in questa particolare occasione, una delle sue rare uscite in pubblico, ci pone di fronte a quel suo personale e suggestivo concettualismo pittorico, che negli anni ’90 fu identificato in “Medialismo” (Gabriele Perretta, Politi editore Milano 1993). Movimento artistico (occorre ricordare) formato da due componenti espressive, il medialismo analitico, con Maurizio Cattelan tra gli altri, e il medialismo pittorico, in cui si affermava, tra gli altri, proprio Santolo De Luca “…non a caso posto alla testa di un gruppo di artisti definiti “medialisti””… ( L’Arte Contemporanea, Renato Barilli, Feltrinelli 2005).
Alice Rubbini
Incisiva definizione che diventa dichiarazione, in cui, mentre cogliamo un’indubbia assonanza tra le parole del noto marchio “Campari Soda”, (storico aperitivo di per sé stesso simbolo di arte e creatività), un attimo dopo ci ritroviamo a fluttuare col pensiero, scivolando dalla leggerezza di un happy hour alla durezza del vivere contemporaneo, dall’agire vacuo dell’uomo, al “passare al sodo” dell’artista.
Santolo De Luca, in questo caso, cambiando semplicemente due vocali, ci mette di fronte ad altre due parole: “Campare Sodo”, con un nuovo significato e in tutt’altra prospettiva, parole non scritte ma dipinte tra la loro stessa punteggiatura, bagnate di gocce rosso Campari, di rosso vita o rosso vitale come sangue, o meglio ancora, di rosso Campare.
Il tutto sofisticamente tradotto da una pittura assoluta, che si “minimalizza” nell’unica dimensione visiva consentita allo scrivere e alla sua punteggiatura: quella lineare, dove le gocce, disposte in fila l’una dopo l’altra, qui diventano “gocciolinee”.
La sottile e penetrante ironia che lo contraddistingue, la formale attenzione per i dettagli, l’esclusivo creare volume e tridimensionalità, la luce intensa ed il cromatismo deciso, continuano ad essere parte forte ed imprescindibile del suo stile.
L’artista non si smentisce e in questa particolare occasione, una delle sue rare uscite in pubblico, ci pone di fronte a quel suo personale e suggestivo concettualismo pittorico, che negli anni ’90 fu identificato in “Medialismo” (Gabriele Perretta, Politi editore Milano 1993). Movimento artistico (occorre ricordare) formato da due componenti espressive, il medialismo analitico, con Maurizio Cattelan tra gli altri, e il medialismo pittorico, in cui si affermava, tra gli altri, proprio Santolo De Luca “…non a caso posto alla testa di un gruppo di artisti definiti “medialisti””… ( L’Arte Contemporanea, Renato Barilli, Feltrinelli 2005).
Alice Rubbini

Opening :
18 gennaio 2018 | ore 18.00