"LA SCULTURA È UNA COSA SERIA"
Getulio Alviani, Mirko Baricchi, Nicola Bolla, Corrado Bonomi, Bonzanos Art Group, Alik Cavaliere, Umberto Cavenago, CCH, Amanda Chiarucci, Renata e Cristina Cosi, Luca Freschi, Michelangelo Galliani, Emanuele Giannelli, Eduard Habicher, Iler Melioli, Giordano Montorsi, Luca Moscariello, Francesca Pasquali, Arnaldo Pomodoro, Concetto Pozzati, Rudy Pulcinelli, Andreas Senoner, Daniel Spoerri
A cura di Niccolò Bonechi
Galleria Bonioni ArteCorso Garibaldi 43, Reggio Emilia ![]() Tel/Fax 0522 435765 e-mail: 27 maggio > 24 luglio 2016 |
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![]() Bonzanos Art Group, Riflettendo il cosmo, 2016, scultura su lastra specchiante in teca di vetro, cm. 44x19,5x19,5 |
![]() Amanda Chiarucci, Utopie, Blocchi di ghiaccio, Studio di mappe e luoghi sconosciuti, 2015, pagine atlanti, origami golden venture, teca, cm. 63x48x15,5 |
![]() Emanuele Giannelli, I visionari, 2012, resina, cm. 53x17x11 cad. |
La Galleria Bonioni Arte di Reggio Emilia (Corso Garibaldi, 43) presenta, dal 27 maggio al 24 luglio 2016, “La scultura è una cosa seria”, esposizione collettiva a cura di Niccolò Bonechi.
Una ricognizione attraverso il medium espressivo, dalle opere dei maestri (Alik Cavaliere, Arnaldo Pomodoro, Daniel Spoerri) alle giovani generazioni (Luca Freschi, Andreas Senoner), con un occhio rivolto anche all’uso di sostanze particolari, come il nastro adesivo (CCH), la carta (Nicola Bolla, Amanda Chiarucci) e le resine (Emanuele Giannelli, Renata e Cristina Cosi).
Il titolo della mostra, tratto da una celebre frase di Bruno Munari (“Il gioco è una cosa seria”), intende porre l’accento sull’aspetto ludico del fare scultura, una pratica che, come spiega il curatore, «proietta la memoria di tutti verso la propria infanzia, verso quei momenti di svago e apprendimento che attraverso l’uso della materia e della relativa manipolazione rendevano capaci di liberare la fantasia ed allo stesso tempo di prendere coscienza dello spazio tridimensionale».
In esposizione, opere realizzate da una ventina di artisti contemporanei, diversi per esperienza e linguaggio: dalle sculture in acciaio di Eduard Habicher ed Iler Melioli alle composizioni con cannucce di Francesca Pasquali, dal lavoro ironico di Corrado Bonomi al marmo rivisitato da Michelangelo Galliani, dalle macchine di Umberto Cavenago alle lettere di Rudy Pulcinelli, dalle sculture su lastra specchiante di Bonzanos Art Group alle installazioni concettuali di Giordano Montorsi.
Completano il percorso, i lavori di alcuni artisti conosciuti per la produzione pittorica ma che, saltuariamente, hanno fatto incursioni anche nel campo della scultura, come Getulio Alviani e Concetto Pozzati, oltre ai più giovani Mirko Baricchi e Luca Moscariello.
Una ricognizione attraverso il medium espressivo, dalle opere dei maestri (Alik Cavaliere, Arnaldo Pomodoro, Daniel Spoerri) alle giovani generazioni (Luca Freschi, Andreas Senoner), con un occhio rivolto anche all’uso di sostanze particolari, come il nastro adesivo (CCH), la carta (Nicola Bolla, Amanda Chiarucci) e le resine (Emanuele Giannelli, Renata e Cristina Cosi).
Il titolo della mostra, tratto da una celebre frase di Bruno Munari (“Il gioco è una cosa seria”), intende porre l’accento sull’aspetto ludico del fare scultura, una pratica che, come spiega il curatore, «proietta la memoria di tutti verso la propria infanzia, verso quei momenti di svago e apprendimento che attraverso l’uso della materia e della relativa manipolazione rendevano capaci di liberare la fantasia ed allo stesso tempo di prendere coscienza dello spazio tridimensionale».
In esposizione, opere realizzate da una ventina di artisti contemporanei, diversi per esperienza e linguaggio: dalle sculture in acciaio di Eduard Habicher ed Iler Melioli alle composizioni con cannucce di Francesca Pasquali, dal lavoro ironico di Corrado Bonomi al marmo rivisitato da Michelangelo Galliani, dalle macchine di Umberto Cavenago alle lettere di Rudy Pulcinelli, dalle sculture su lastra specchiante di Bonzanos Art Group alle installazioni concettuali di Giordano Montorsi.
Completano il percorso, i lavori di alcuni artisti conosciuti per la produzione pittorica ma che, saltuariamente, hanno fatto incursioni anche nel campo della scultura, come Getulio Alviani e Concetto Pozzati, oltre ai più giovani Mirko Baricchi e Luca Moscariello.
![]() Renata e Cristina Cosi, Society, 2015-2016, impasti ceramici e resina, cm. 65x65x33 |
![]() Andreas Senoner, It would be so nice, 2013, legno di tiglio policromo, cm. 45x11, 5x9 |
Inaugurazione :
venerdì 27 maggio, ore 18.00
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mpefm
ITALY art press release
Orari :
da martedì a domenica ore 10.00-13.00 e 16.00-20.00, tutti i mercoledì dal 15 giugno al 20 luglio 2016 aperto anche ore 21.00-23.00. Ingresso gratuito |
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