"Focus Romania 2: Re-wild" Réka Ugron
a cura di Salvatore Marsiglione e Irina Ungureanu

Marsiglione Arts Gallery
Via Vitani, 31 Como , Italy
Tel:+39 328 7521463 e-mail:
3 > 21 maggio 2016
![]() No title, 2016 olio su tela cm.90x60 |
![]() No title, 2015 olio su tela cm.69x72 |
![]() New wild, 2015 olio su tela cm.100x55 |
Originariamente avevo ideato un titolo diverso, anche se simile a prima vista, da dare alla mostra : re-wind (figurativo) (e non il re-wild attuale). Il motivo del titolo (poi scartato) è abbastanza semplice: il gesto artistico di rewind risalta evidente dalle opere di Ugron Réka. L'artista compie a ritroso, riavvolge il proprio percorso artistico nel ri-attraversare alcune delle ultime tendenze dell'arte contemporanea e delle avanguardie storiche del Novecento, associate alla figurazione.
Le correlazioni più immediate rimandano alla pop-art, quella del cartoons e del consumismo propria degli Anni Sessanta, sino a lambire i dadaismi di fine secolo scorso dei ritagli visivi di Hans Clavin e degli oggetti-manichino di John Furnival. Sempre sotto l'influenza del rewind, risultano evidenti i rimandi all'utilizzo del mezzo fotografico come supporto (direi audiovisivo e non soltanto visivo) alla creazione su tela, come alla narrative painting, capace di ricomporre la dissonanza cognitiva in un discorso figurativo plateale.
Troppo facile e parziale, di parte; cioè critico. Arrivato al limite del re-wind critico, sono ripartito da capo. Le opere mi piacevano tutte ma avevo bisogno di un titolo. Né mi è bastato quello suggerito dall'artista : Wild, perché non ho trovato le tracce selvagge (che figuravo associate all'aggettivo) nelle opere proposte per questa mostra, né in quelle presentate nelle mostre precedenti, in Romania, In Ungheria, e l'ultima, in Italia.
Allora sono ricorso a Nietzsche : Non c'è alcun fatto concreto : tutto è fluido, inafferrabile, cedevole. Lo shock da bricolage dell'eterogeneo che si respira all'interno delle opere di Réka mi è sbalzato agli occhi per la fluidità degli elementi raccolti, in grado di assumere una dimensione spontanea (cioè wild) nella presenza. Anche la rappresentazione figurativa avviene nel deserto, dal disabitato, nell'impreciso; altre sfumature di wild inafferrabile e cedevole, enunciate nella frase di Nietzsche. Allora perché re-wild e non, più semplicemente, wild, facendo anche contenta l'artista. Perché Réka riconfigura il concetto di wild in una propria, personale chiave iperrealista; procede ad una rielaborazione a tratti kitsch dei contenuti tipicizzati; colloca infine l'immaginario consumistico tra gioco e realtà. Insomma si diverte e ci diverte nell'attitudine alla metamorfosi, prima di compiere il passo più grande sulla materia prima del body animale, reso cedevole, plasmabile; pongo o gomma, birillo da circo ma tutto terribilmente e luccicatamente verosimile, aderente come una calcomania al vero.
La creatività progettuale di Ugron Réka (nome scritto alla maniera ungherese, dove al primo posto figura il cognome seguito dal nome) è davvero ragguardevole, almeno pari alla sua capacità pittorica di realizzazione, al tratto del segno dai contorni netti, sempre dosata ed impeccabile nelle sfumature dei colori, nel contrasto della luce del cielo con una luce verosimile. Come quella che si respira, dietro una vetrina.
Claudio Scorretti
Ugron Réka
Nata nel 1981 a Miercurea Ciuc, Romania, vive e lavora a Timisoara. Laureata in pittura alla Facoltà di Arte e Design di Timisoara nel 2004, ha conseguito il master nel 2009. Ha partecipato ad oltre 15 mostre collettive in Romania e all'estero.
Alcune esposizioni personali
2013 Wild, Galleria Machina, Rieti, Italia
2012 Borders, Galleria Pygmalion, Timisoara, Romania
2011 Vernissage, Galleria d'Ancona Budis, Bucarest Romania
2009 Plastic People, Galleria Calina, Timisoara, Romania
Le correlazioni più immediate rimandano alla pop-art, quella del cartoons e del consumismo propria degli Anni Sessanta, sino a lambire i dadaismi di fine secolo scorso dei ritagli visivi di Hans Clavin e degli oggetti-manichino di John Furnival. Sempre sotto l'influenza del rewind, risultano evidenti i rimandi all'utilizzo del mezzo fotografico come supporto (direi audiovisivo e non soltanto visivo) alla creazione su tela, come alla narrative painting, capace di ricomporre la dissonanza cognitiva in un discorso figurativo plateale.
Troppo facile e parziale, di parte; cioè critico. Arrivato al limite del re-wind critico, sono ripartito da capo. Le opere mi piacevano tutte ma avevo bisogno di un titolo. Né mi è bastato quello suggerito dall'artista : Wild, perché non ho trovato le tracce selvagge (che figuravo associate all'aggettivo) nelle opere proposte per questa mostra, né in quelle presentate nelle mostre precedenti, in Romania, In Ungheria, e l'ultima, in Italia.
Allora sono ricorso a Nietzsche : Non c'è alcun fatto concreto : tutto è fluido, inafferrabile, cedevole. Lo shock da bricolage dell'eterogeneo che si respira all'interno delle opere di Réka mi è sbalzato agli occhi per la fluidità degli elementi raccolti, in grado di assumere una dimensione spontanea (cioè wild) nella presenza. Anche la rappresentazione figurativa avviene nel deserto, dal disabitato, nell'impreciso; altre sfumature di wild inafferrabile e cedevole, enunciate nella frase di Nietzsche. Allora perché re-wild e non, più semplicemente, wild, facendo anche contenta l'artista. Perché Réka riconfigura il concetto di wild in una propria, personale chiave iperrealista; procede ad una rielaborazione a tratti kitsch dei contenuti tipicizzati; colloca infine l'immaginario consumistico tra gioco e realtà. Insomma si diverte e ci diverte nell'attitudine alla metamorfosi, prima di compiere il passo più grande sulla materia prima del body animale, reso cedevole, plasmabile; pongo o gomma, birillo da circo ma tutto terribilmente e luccicatamente verosimile, aderente come una calcomania al vero.
La creatività progettuale di Ugron Réka (nome scritto alla maniera ungherese, dove al primo posto figura il cognome seguito dal nome) è davvero ragguardevole, almeno pari alla sua capacità pittorica di realizzazione, al tratto del segno dai contorni netti, sempre dosata ed impeccabile nelle sfumature dei colori, nel contrasto della luce del cielo con una luce verosimile. Come quella che si respira, dietro una vetrina.
Claudio Scorretti
Ugron Réka
Nata nel 1981 a Miercurea Ciuc, Romania, vive e lavora a Timisoara. Laureata in pittura alla Facoltà di Arte e Design di Timisoara nel 2004, ha conseguito il master nel 2009. Ha partecipato ad oltre 15 mostre collettive in Romania e all'estero.
Alcune esposizioni personali
2013 Wild, Galleria Machina, Rieti, Italia
2012 Borders, Galleria Pygmalion, Timisoara, Romania
2011 Vernissage, Galleria d'Ancona Budis, Bucarest Romania
2009 Plastic People, Galleria Calina, Timisoara, Romania
![]() Dependence 2, 2014 olio su tela cm.80x60 |
![]() bubble, 2015 olio su tela cm.70x70 |
![]() Deser, 2013 olio su tela cm.20x20 |

Inaugurazione:
Martedì 3 maggio ore 18:30, con presentazione dell'artista di Claudio Scorretti