"Wunderkammern effimere"Mirko Lamonaca
Curatela | Anna Epis e Aldo Torrebruno
Presentazione | Aldo Torrebruno
Allestimento | Anna Epis e Lorenzo Argentino
Partners | microbo.net | Circuiti Dinamici Milano
microLive @Circuiti DinamiciVia Giovanola, 21/c Milano![]() Tel.: +39 339 7908472 | ![]() |
18 aprile > 7 maggio 2016
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![]() Passaggio 2013 300x300 |
![]() L'ultima porta 2012 300x300 |
![]() Escuela Militar 2015 300x300 |
I lavori proposti da Mirko Lamonaca in questa Wunderkammern appartengono alla serie La città dimenticata, che l’artista ha creato seguendo le suggestioni di due autori da lui molto amati: l’architetto e pittore tedesco Stefan Hoenerloh, con le sue dettagliatissime città immaginarie abbandonate e lo scrittore Dino Buzzati, un autore che più di ogni altro ha saputo descrivere l’inquietudine e la solitudine dell’uomo contemporaneo utilizzando la metafora della città, nel racconto La città personale. È proprio la sensazione di solitudine e di vuoto, unita alla intrinseca incomunicabilità, da cui peraltro l’uomo non sembra volere uscire, ad informare le opere che Lamonaca propone. Le sue città modulari appaiono attraverso una nebbia onnipresente, diventano volumi di luci ed ombre, di spazi pieni che creano strade vuote, incroci inabitati, appartamenti deserti. Solo sporadicamente dalla nebbia, che rende impossibile anche solo collocare questo luogo in un determinato tempo, pensarlo all’interno del continuum spazio-temporale, immaginarlo come un luogo in cui i tramonti succedono alle albe, in cui la vita segue un certo corso, appare una solitaria figura umana, incapace di opporre una reale fisicità allo spazio che la circonda, destinata a non incidere – se non in maniera assolutamente irrilevante – nel contesto che abita, di fatto limitando la propria interazione con lo spazio che lo circonda a mera presenza materiale, senza alcuna possibilità di interscambio sociale o di contatto umano. Non siamo di fronte ad un titano che fronteggia un destino avverso capitatogli in sorte, ma più semplicemente ad un abitante di uno spazio costruito dall’uomo ma sinceramente disumano e disumanizzante, in cui la piccola figura umana appare necessariamente come un elemento di passaggio, più uno spettatore che un attore.
La città che l’artista ci propone è uno spazio mentale, un non-luogo che ognuno di noi, anche quando fende la folla delle nostre città reali, può avere dentro di sé, una solitudine indefinita e distante, di cui spesso quasi non ci accorgiamo, da cui spesso non sappiamo neppure come allontanarci.
La città che l’artista ci propone è uno spazio mentale, un non-luogo che ognuno di noi, anche quando fende la folla delle nostre città reali, può avere dentro di sé, una solitudine indefinita e distante, di cui spesso quasi non ci accorgiamo, da cui spesso non sappiamo neppure come allontanarci.

Inaugurazione :
lunedì 18 aprile, h 18.30
mpefm
ITALY art press release