
"Focus Romania: memorie organiche"
Laurian Popa, Diana Serghiuta
Marsiglione Arts Gallery
Via Vitani, 31 Como , Italy
Tel:+39 328 7521463 e-mail:
7 > 30 aprile 2016
![]() Laurian Popa 110x140cm |
![]() Laurian Popa 60x80cm |
![]() Diana Serghiuta volo onirico, 2015 30x30cm |
![]() Diana Serghiuta Seeds oil on glass watercolor on paper 40 x 50 cm |
Alla prima mostra a Como, ma già alla seconda in Italia, i due artisti romeni Laurian Popa e Diana Serghiuta presentano un insolito confronto tra due percorsi artistici fondamentalmente diversi, quasi opposti, in questa differenza di visioni e tecniche risiede l'invito a scoprire le loro opere nel campo dell'arte contemporanea romena, focalizzando per il pubblico italiano, lo spazio sud-est europeo dell'ultimo decennio.
La pittura offre un territorio di sperimentazione dei due artisti: una tavola da scacchi astratta, con inserzioni figurative e spettacolari costruzioni volumetriche dello spazio, nel caso di Laurian Popa; una sfilata di figure dell'inconscio, soggette a metamorfosi e stati fluttuanti, nei dipinti di Diana Serghiuta.
Bad painting o metafora della sindrome dell'arto fantasma sono alcune delle definizioni che Laurian Popa attribuisce alla sua arte, incentrata sul recupero di oggetti perduti ed elementi di decoro teatrale, riusati dall'artista per ricomporre la memoria del tempo. Una tematica risalente al 2011, con spazi chiusi e gli oggetti per nulla al centro della mostra alla Galleria Machina di Rieti, del 2012, e riaffermata nel 2014 nella mostra al Museo d'Arte di Arad (Romania). L'agglomerazione di oggetti inutili, su sfondi di grigio freddo (come in Grey floor, 2016), cuscini su sofà, frantumi di spazzatura a colori, un cranio inquietante che attraversa più dipinti, coronato da una nuvola nera spezzata (come in Deers, 2015) o cementato e dimezzato (come in Concrete skull, 2016), tutti questi elementi sono abilmente manovrati per creare lo sconforto visivo dello spettatore. Mentre colloca gli oggetti amputati al centro delle opere, Laurian Popa sviluppa parallelamente qui la sua voce singolare si manifesta in piena originalità e forza una ricerca sulle profondità e sui volumi dello spazio, a volte con una sovra-saturazione degli strati di colore. Con i nuovi lavori ed i più recenti disegni organici dell'artista lavori simili di questa serie hanno avuto un'esposizione notevole alla galleria Krom di New York nel dicembre 2015 , la mostra della galleria MAG rispecchia chiaramente una nuova tappa nell'evoluzione di Laurian Popa, dalla precedente estetica degli oggetti verso la riconfigurazione di un'interiorità quasi psicologica nello spazio della pittura.
Dalla prima mostra personale in Italia, alla Galleria Machina nel 2013, Diana Serghiuta continua a far emergere le manifestazioni dell'inconscio nei suoi dipinti: l'immaginario del corpo e della maternità si denuda sulla tela in folgorazioni di immagini provocatorie e delicate, al borderline tra corporalità pesante e morbidezza eterea. La selezione dei lavori esposti nella mostra comasca rivela l'attuale percorso: ciò che l'artista individua come ricerca spirituale sul corpo, partendo da elementi della storia personale con l'intenzione dichiarata di raggiungere un'esperienza trans-individuale, per arrivare alla sorgente dell'immaginario collettivo: Ci comportiamo tutti come se le esperienze legate al nostro corpo fossero universali ci dice Diana. Ma non lo sono. Il corpo attraversa e caratterizza questi lavori in due stadi: la materialità quasi terrificante dei dipinti incentrati sulla maternità (Mother 2), laddove i corpi riconfigurano un'angosciante metamorfosi uomo animale; la progressiva de-materializzazione messa in scena in Oneiric flight (2015), White silhouette levitating (2015) e White fluid (2015). Loro, i miei corpi afferma l'artista non hanno un vero peso, sono traslucidi e fragili.
Oggetti frammentari e ritagli del décor per ricostruire la memoria e la profondità dello spazio, materialità e trasparenza del corpo per addomesticare le paure, i sogni e le proiezioni ancestrali: è in questa chiave fluttuante che i due artisti romeni rendono visibile, ognuno nel proprio linguaggio, il confronto personale ed estetico con i limiti della (de)costruzione della coerenza spaziale, della memoria, dell'immaginario e, infine, della pittura.
Irina Ungureanu e Salvatore Marsiglione
Nato nel 1980 ad Arad, dove vive e lavora, Laurian Popa ha studiato Pittura alla Facoltà di Arte e Design, Università di Ovest di Timisoara, sotto la guida del famoso pittore romeno Constantin Flondor. Ha conseguito la laurea specialistica in Arti visive e il dottorato di ricerca alla stessa università. E membro dell'Unione degli Artisti Plastici della Romania, Filiale Arad. Al suo attivo, oltre 17 mostre collettive in Romania (l'ultima al Museo di Arte Contemporanea di Bucarest nel 2015), Stati Uniti (Life or Something Like It, Gallery Molly Krom, 2015), Francia, Spagna, Ucraina e Ungheria.
Alcune mostre personali
Dopo la fuga, Galleria Új Kriterion, Miercurea Ciuc (Ro), 2015
Spazi e oggetti per nulla, Museo d'Arte di Arad (Ro), 2014
Spazi chiusi, Galleria Machina, Rieti, 2012
Cielo nero, Galleria D'Ancona Budis, Bucarest, 2011
Nata nel 1985 a Brasov, Diana Serghiuta vive e lavora ad Arad. Ha conseguito la laurea e la laurea specialistica in Pittura alla Facoltà di Arte e Design, all'Università di Ovest di Timisoara, con il prof. Carol David. Nel 2014 ha conseguito il dottorato di ricerca in arti visive alla stessa università. Al suo attivo, numerose mostre collettive di cui la più recente al Museo di Arte Contemporanea di Bucarest nel 2015.
Alcune mostre personali
2015 Malinconia, Museo di Arte di Arad, Arad (Ro)
2013 L'inconscio in diretta, Galleria Machina, Rieti
2011 Visioni del sogno, Galleria Calina, Timisoara (Ro)
La pittura offre un territorio di sperimentazione dei due artisti: una tavola da scacchi astratta, con inserzioni figurative e spettacolari costruzioni volumetriche dello spazio, nel caso di Laurian Popa; una sfilata di figure dell'inconscio, soggette a metamorfosi e stati fluttuanti, nei dipinti di Diana Serghiuta.
Bad painting o metafora della sindrome dell'arto fantasma sono alcune delle definizioni che Laurian Popa attribuisce alla sua arte, incentrata sul recupero di oggetti perduti ed elementi di decoro teatrale, riusati dall'artista per ricomporre la memoria del tempo. Una tematica risalente al 2011, con spazi chiusi e gli oggetti per nulla al centro della mostra alla Galleria Machina di Rieti, del 2012, e riaffermata nel 2014 nella mostra al Museo d'Arte di Arad (Romania). L'agglomerazione di oggetti inutili, su sfondi di grigio freddo (come in Grey floor, 2016), cuscini su sofà, frantumi di spazzatura a colori, un cranio inquietante che attraversa più dipinti, coronato da una nuvola nera spezzata (come in Deers, 2015) o cementato e dimezzato (come in Concrete skull, 2016), tutti questi elementi sono abilmente manovrati per creare lo sconforto visivo dello spettatore. Mentre colloca gli oggetti amputati al centro delle opere, Laurian Popa sviluppa parallelamente qui la sua voce singolare si manifesta in piena originalità e forza una ricerca sulle profondità e sui volumi dello spazio, a volte con una sovra-saturazione degli strati di colore. Con i nuovi lavori ed i più recenti disegni organici dell'artista lavori simili di questa serie hanno avuto un'esposizione notevole alla galleria Krom di New York nel dicembre 2015 , la mostra della galleria MAG rispecchia chiaramente una nuova tappa nell'evoluzione di Laurian Popa, dalla precedente estetica degli oggetti verso la riconfigurazione di un'interiorità quasi psicologica nello spazio della pittura.
Dalla prima mostra personale in Italia, alla Galleria Machina nel 2013, Diana Serghiuta continua a far emergere le manifestazioni dell'inconscio nei suoi dipinti: l'immaginario del corpo e della maternità si denuda sulla tela in folgorazioni di immagini provocatorie e delicate, al borderline tra corporalità pesante e morbidezza eterea. La selezione dei lavori esposti nella mostra comasca rivela l'attuale percorso: ciò che l'artista individua come ricerca spirituale sul corpo, partendo da elementi della storia personale con l'intenzione dichiarata di raggiungere un'esperienza trans-individuale, per arrivare alla sorgente dell'immaginario collettivo: Ci comportiamo tutti come se le esperienze legate al nostro corpo fossero universali ci dice Diana. Ma non lo sono. Il corpo attraversa e caratterizza questi lavori in due stadi: la materialità quasi terrificante dei dipinti incentrati sulla maternità (Mother 2), laddove i corpi riconfigurano un'angosciante metamorfosi uomo animale; la progressiva de-materializzazione messa in scena in Oneiric flight (2015), White silhouette levitating (2015) e White fluid (2015). Loro, i miei corpi afferma l'artista non hanno un vero peso, sono traslucidi e fragili.
Oggetti frammentari e ritagli del décor per ricostruire la memoria e la profondità dello spazio, materialità e trasparenza del corpo per addomesticare le paure, i sogni e le proiezioni ancestrali: è in questa chiave fluttuante che i due artisti romeni rendono visibile, ognuno nel proprio linguaggio, il confronto personale ed estetico con i limiti della (de)costruzione della coerenza spaziale, della memoria, dell'immaginario e, infine, della pittura.
Irina Ungureanu e Salvatore Marsiglione
Nato nel 1980 ad Arad, dove vive e lavora, Laurian Popa ha studiato Pittura alla Facoltà di Arte e Design, Università di Ovest di Timisoara, sotto la guida del famoso pittore romeno Constantin Flondor. Ha conseguito la laurea specialistica in Arti visive e il dottorato di ricerca alla stessa università. E membro dell'Unione degli Artisti Plastici della Romania, Filiale Arad. Al suo attivo, oltre 17 mostre collettive in Romania (l'ultima al Museo di Arte Contemporanea di Bucarest nel 2015), Stati Uniti (Life or Something Like It, Gallery Molly Krom, 2015), Francia, Spagna, Ucraina e Ungheria.
Alcune mostre personali
Dopo la fuga, Galleria Új Kriterion, Miercurea Ciuc (Ro), 2015
Spazi e oggetti per nulla, Museo d'Arte di Arad (Ro), 2014
Spazi chiusi, Galleria Machina, Rieti, 2012
Cielo nero, Galleria D'Ancona Budis, Bucarest, 2011
Nata nel 1985 a Brasov, Diana Serghiuta vive e lavora ad Arad. Ha conseguito la laurea e la laurea specialistica in Pittura alla Facoltà di Arte e Design, all'Università di Ovest di Timisoara, con il prof. Carol David. Nel 2014 ha conseguito il dottorato di ricerca in arti visive alla stessa università. Al suo attivo, numerose mostre collettive di cui la più recente al Museo di Arte Contemporanea di Bucarest nel 2015.
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2013 L'inconscio in diretta, Galleria Machina, Rieti
2011 Visioni del sogno, Galleria Calina, Timisoara (Ro)

Inaugurazione:
Giovedì 7 aprile ore 19:00
mpefm
ITALY art press release
Orari galleria:
da martedì a sabato 10:00-13:00 e 15:00-19:30
Con il Patrocinio Istituzionale dellAsociatia "Filiala din Arad a UAP din Romania"
Con il Patrocinio dellAssociazione Archivio Luigi Russolo di Como
Con il contributo di Filip Spedition
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